Voce Amica

Che cos’è VOCE AMICA:

Voce Amica fu il mezzo che, durante i difficili anni della II° guerra mondiale, don Mario utilizzò per tenersi in contatto con i suoi ragazzi impegnati al fronte. Poche semplici pagine, per descrivere la situazione della Parrocchia, portare conforto e far sentire una presenza Amica a chi era lontano da casa. Questo foglio di collegamento, voluto di comune accordo con il parroco don Pietro Mandelli, fu prezioso per i giovani di allora che vivevano momenti difficili e che si sentivano abbandonati e soli.

Don Mario aveva vissuto in Seminario il periodo della I° Guerra Mondiale e proprio in quel periodo, il Seminario si era dotato di un giornale chiamato Il Nodo per comunicare con i giovani seminaristi chiamati sotto le armi. Il Nodo cambiò successivamente il nome in La Fiaccola, tuttora rivista ufficiale del Seminario di Milano. L’intuizione del giovane prete fu quella di replicare la stessa modalità appresa durante i suoi anni di formazione, anche per i ragazzi del suo oratorio di Sulbiate per poter essere vicino a loro.

Oggi, l’informatore mensile dell’Associazione don Mario Ciceri, porta proprio il nome di Voce Amica.

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...DICONO DI LUI...

Voce Amica il foglio che tanta luce e conforto ha portato tra noi militari di Brentana e che tu, hai voluto e sostenuto con sacrifici personali, non ha mai portato il tuo nome, la tua firma. Può sembrare una stranezza, ma sono le stranezze dei santi, sono le stranezze di chi teme la ricompensa umana perché agisce solo per amore di Dio e per amore del prossimo, come riflesso dell’amore di Dio”.

Questo foglio nasce nello spirito di don Mario Ciceri, con l’ambizione di dialogare con ogni singolo socio. Vuole raggiungere e informare anche chi, pur condividendo le nostre finalità di associazione di volontariato, non si trova a noi vicino. È quello che don Mario faceva con i “suoi” militari, arrivando a loro anche nei luoghi più lontani con la sua “Voce amica”.

Voce Amica, il foglio grigioverde che mensilmente, coll’affetto dei preti della mia giovinezza, mi porta un soffio della lontana nostra Brianza”.

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